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Raid me Aprilia Le Strade dell'Africa Aprile 2006

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Racconti di Viaggio - Racconti di viaggio Tunisia

 Racconto di viaggio di Nico Della Casa
data: 22-29 aprile 2006
Paese: Tunisia
Nome del Viaggio: Raid Me Aprilia, le strade dell'Africa
tipologia: stradale moto
Km. percorsi: 1.900
fotogallery
prossima partenza

22 aprile 2006

Finalmente è giunta la data: è ora di partire con la mia caponord per le strade della Tunisia. Come da programma, punto di partenza porto di Genova. Uno alla volta incontro i partecipanti: primo ad arrivare il mitico scarabeo 250, poi pegaso, poi caponord. Ad aspettarci al porto l’organizzazione con il furgone carico delle moto noleggiate ed il partecipante che giunge dal paese più lontano: la Grecia!!!!
Con pazienza ci mettiamo in coda per imbarcarci. Già noto qualcosa di diverso : la musica che esce dai finestrini aperti delle automobili in coda, i volti , le espressioni…… qualcosa di nuovo sta per iniziare….. Presto ognuno di noi prende possesso del proprio posto in cabina. Gironzolando per la nave ci si inizia a conoscere. Come ti chiami? Cosa fai? È la prima volta? Queste sono le domande ricorrenti. Presto ci infiliamo nel ristorante, dove abbiamo modo di assaggiare i primi piatti tipici tunisini, azzardo un assaggio alla salsa arissa, a base di peperoncino: piccantissima!
Con la pancia piena e gli occhi lucidi inizia il primo breafing: come ci si deve comportare sulle loro strade, quali usanze, come divincolarsi nella burocrazia della dogana, come gestire i rifornimenti di carburante, la moneta, i primi accenni ai tragitti, ci siamo: l’avventura incomincia…… e le risate anche… il nostro amico greco ha qualche problema con la traduzione italiana-francese ed inglese. Ma tutto è risolvibile...

23 aprile 2006

 Onestamente ho dormito poco: in testa ripeto le prime nozioni: le strade… i dinari… il deserto… la sabbia. Mi alzo all’alba: ottima occasione per scattare le prime foto a quel sole che ci accompagnerà lungo il viaggio.
In mattinata altro incontro: già gli sguardi tra di noi fanno trasparire la prima complicità. Finalmente arriviamo a Tunisi: cavalchiamo le nostre moto e i mezzi dell’assistenza e…. siamo in Africa, il cuore batte a mille. Subito scarichiamo le moto in un piazzale antistante e contemporaneamente ci raggiunge un altro componente dell’avventura che ha viaggiato in aereo: comoda opportunità!!!! L’adrenalina è a mille, facciamo rifornimento coi nostri primi dinari e si viaggia: l’asfalto invita i nostri motori a ruggire…. Sensazioni, pensieri , mentre il tramonto ci avvolge. Presto arriviamo a Kairouan dove ci trasferiamo in hotel, parcheggiamo i nostri veicoli a bordo piscina….Finita la cena, il breafing. I chilometri ci aspettano, le tappe e le cose da vedere sono molte… i pensieri scorrono….. prima di addormentarmi vado a salutare la mia caponord, un po’, come si rimboccano le copertine al letto dei bambini: sono emozionato perché questo hotel è una delle tappe maggiormente frequentate da chi seriamente il deserto lo vive. Camion, macchine fuoristrada assettate: meglio della Parigi Dakar….

24 aprile 2006

Ci si alza presto, la partenza è fissata per le 8. Dopo un’abbondante colazione, vediamo sfilare i mezzi che partono: ci siamo!!!!!. Iniziamo a macinare i primi chilometri e attraverso il casco annuso nuovi odori, nuove sensazioni… prima sosta a Sbetla, dove abbiamo la possibilità di ammirare le rovine di una cittadina dell’epoca romana gustandoci il primo thè alla menta. Inizio a conoscere la Tunisia, la sua storia, i suoi uomini. Mentre ci fermiamo, Mirco, il nostro capogruppo ci rende edotti sulle loro usanze approfittando anche di un breve ma intenso colloquio con una persona del posto. Si riparte tutti in colonna verso nuove mete…. Attraversiamo paesini, veniamo accerchiati dai bambini che escono dalle scuole, ci invitano a far rombare i nostri motori. I nostri occhi vengono abbagliati dai locali, dai loro vestiti, dagli odori che dolcemente escono dai mercati che affianchiamo: unico…
Pausa pranzo nei pressi di Gafsa, dove ci imbattiamo in un locale tipico: all’aperto poche sedie, dei tavoli e una meravigliosa griglia ci offre un agnello accompagnato da un’ottima salsa a base di pomodori e peperoni: meraviglioso tripudio per il mio palato che ora non disdegna più la piccantissima arissa. L’ottimo cuoco però ha una nota di colore italiana: indossa la maglietta del milan: la moda sportiva italiana ha conquistato anche l’Africa!!! Con la pancia piena e con il cuore che ci batte a mille per aver conosciuto degli ottimi compagni di viaggio, ci addentriamo nel sud della Tunisia, dove la vegetazione inizia a diradarsi per far spazio alle palme e alla sabbia. La strada si fa più tortuosa e polverosa in quanto si costeggiano le zone minerarie a confine con l’Algeria (Metlaoui): il vento si alza leggermente e intorno a me il cielo si fa giallo: un tripudio di colori.
Le ruote girano e improvvisamente all’interno di una gola un gruppo di palme: una stradina ci porta all’interno. Meraviglia di fronte a noi : un’oasi di montagna con un ruscello che, scavando la roccia, ha creato delle bellissime gole . La nostra guida ci spiega che Mides, così si chiama, è stata teatro delle più importanti scene del film “Il paziente inglese”.
Dentro di me penso che un film girato in questi luoghi stupendi con attori improvvisati diventa in ogni caso un capolavoro da premio oscar… si riparte e si costeggia un’altra oasi di montagna: una piccola cascata ci delizia e fa da contrasto con la roccia desertica rossa. Altri tornanti e il sole ci fa intravedere un’immensa distesa: il mitico Chot el jerid . La strada ci conduce a Tozeur affiancando la sabbia e le rare palme ricche di datteri. Tutti noi ci guardiamo attraverso i caschi e un’unica sensazione di euforia ci pervade!!!! Una strada ben asfaltata ci porta all’interno del Chott che con la sua maestosa distesa di sabbia e sale ci accoglie tra le sue braccia: le foto di rito interrompono i nostri discorsi che oramai non sono più lucidi e obiettivi poiché inebriati da tanta bellezza paesaggistica.
Il sole sempre alto sulle nostre teste ci accompagna in un albergo stupendo all’interno di Douz dove un bagno in piscina e una cena ci rinforzano. La notte cala e dopo il consueto ma fondamentale breafing andiamo a visitare la cittadina: le stelle ora ci guardano dall’alto. Entrati nella piazza principale la musica e l’aroma dell’ashisha ci avvolgono e con fare oramai tunisino beviamo un altro mistico thé alla menta che pur essendo bollente è in grado di gelarmi il sangue nelle vene!!!!!! Douz, chiamato la porta del deserto , piccolo centro di sedentarizzazione degli m’razig, ospita ogni giovedì un mercato frequentato da allevatori nomadi di cammelli. Grande animazione c’è anche per il festival del sahara, quando si tengono danze tipiche, combattimenti di cammelli e corse di levrieri.
 

25 aprile 2006

Mentre in Italia si festeggia, noi abbiamo la possibilità di decidere come occupare la mattinata: alcuni preferiscono visitare i dintorni facendo tappa presso le rovine storiche , altri, come il sottoscritto, preferiscono l’avventura. Noleggiamo dei quad e ci immergiamo nelle dune. Mai la dizione di Douz quale “la porta del deserto” fu più appropriata. Carovane di tuareg e cammelli ci accompagnano nel nostro sfogo di energia a cavallo dei nostri piccoli quattroruote umiliati dalla possenza e dall’eleganza di Mirco che ci scorta con la pegaso trail, danzando da una cresta all’altra delle dune.  Improvvisamente il cielo si fa scuro: un temporale ci rinfresca: chi l’avrebbe mai detto che della pioggia cadesse in mezzo al deserto!
A pranzo ci ritroviamo tutti di fronte ad un ottimo pollo alla griglia : la birra servitaci agevola lo scambio di emozioni tra i commensali, anzi tra di noi amici.
Con la sabbia nei vestiti ci si incammina verso Matmata. Questa località si caratterizza per la presenza di circa 700 case “troglodite”, particolari nuclei abitativi scavati nel terreno, segnalati da altrettanti crateri che punteggiano un altopiano. Matmata è stata il set cinematografico della saga “guerre stellari”!!!!!! .
La sera ci ospita un meraviglioso hotel costruito all’interno di uno di questi unici crateri. Durante il breafing serale, nonostante la doccia, molti di noi ritrovano sabbia da tutte la parti…

26 aprile 2006

Dopo un sonno ristoratore si parte alla volta di Tataouine. Costeggiando crinali delle montagne rocciose che si spingono fin verso la costa, ammiriamo i paesaggi stupendi intorno a noi addolciti dalle nuvole che sotto di noi scorrono. La strada ci porta a visitare le zone degli ksar, fortezze che custodiscono granai: costruzioni uniche che abbiamo il piacere di visitare. Ancora storia, ancora Africa, ancora emozioni… Emozioni che si fanno ancora più vive cavalcando le nostre moto per le strade nei dintorni di Chenini, dove palme, sabbia e gole tra le pendici montane ci fanno sussultare… paesaggi non secondi alla valle della morte in Arizona.
Pausa ristoratrice a Chenini, caposaldo berbero ancora ben conservato.
I suoi abitanti occupano dimore scavate nelle pareti scoscese di una cresta rocciosa sovrastata dall’antico Ksar, in rovina. Nel punto più basso si erge una moschea dalla quale si gode uno splendido panorama sulla regione circostante. Nell’abitato si visitano alcuni oleifici, un forno per il pane e l’antico quartiere dove rimangono alcune ghorfa in rovina. Nel primo pomeriggio abbiamo la fortuna di avere una guida esperta del luogo, l’italianissimo Mirco, che ci accompagna al meraviglioso Ksar ouled soltane, ancora in parte abitato, che conserva alcune tra le più belle ghorfa del sud tunisino, circondate da robuste mura. I granai fortificati, costituiti da diversi ambienti sovrapposti e coperti a volta, si distribuiscono intorno a due corti allungate di cui la più antica risale al XV secolo.
Il sole anche in questa giornata ci scalda ed accompagna verso l’isola di Jerba dove un immenso hotel “europeo” ci permette di rimpinzarci, non prima di aver cavalcato il mitico ponte di origine romana lungo ben 7 km!!

27 aprile 2007

La mattinata è a nostra completa disposizione: ognuno di noi singolarmente si spinge a visitare l’isola, c’è chi si addentra  nelle zone desertiche centrali, c’è chi cammina lungo la spiaggia, c’è chi come me visita Houmt souk, il capoluogo amministrativo dell’isola di Jerba. Nonostante l’affollamento turistico (si rivedono gli europei dopo giorni), ha conservato il carattere di animato emporio commerciale, particolarmente attivo nei giorni di mercato. I suq, nel centro della cittadina, ospitano sarti e marcanti di tessuti, mentre altri artigiani (calderai, ferraioli, orafi) si raggruppano nelle strade vicine. Attorno si aprono piazzette collegate tra loro a passaggi a volta e da vicoli, dove esistono ancora alcuni fondouk: edifici con uno spazioso cortile centrale, circondato da loggiati su due piani dove si aprono piccoli ambienti d’abitazione o botteghe artigiane….. Ci si ritrova per l’ora di pranzo in un simpatico ristorante al porto dove degustiamo del magnifico pesce. Foto di rito e sorrisi, brindisi: si è formato un gruppo di amici. Abbandoniamo l’isola a bordo di una imbarcazione e ci dirigiamo verso Sfax viaggiando in compagnia di camion libici carichi di benzina.
La sera ci dirigiamo a visitare la cittadina , in particolare la medina. L’imponente Bab ed-diwan costituisce l’entrata principale della città vecchia costruita nel 1306 affiancata dalle ampie arcate aggiunte recentemente. Le maestose mura risalgono al XX secolo. Nella parte alta della cortina, un paramento in pietre in aggetto forma una cornice a medaglioni quadrati. Tra negozietti che vendono soprattutto ceste si raggiunge la rue mongi slim, dove si ammirano interessanti porte in pietra di Gabes intagliata e scolpita.


28 aprile 2006

Ci si alza di prima mattina…..A malincuore ci tocca raggiungere per pranzo Tunisi, per riprendere la nave che ci riaccompagnerà a Genova. Le nostre moto non ne vogliono sapere, così ci accingiamo a visitare El jem caratterizzata dal suo anfiteatro, quest’ultimo costituisce il monumento più grandioso lasciato dai romani in territorio africano, terzo per  grandezza solo a quelli di Roma e di Capua. Nel 1979 è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
Di forma ellittica, è composto da tre ordine di arcate ornate di semicolonne e sormontate da un coronamento conservatosi solo sul lato sud. All’interno, scale e gradinate sono quasi completamente scomparse. Tale costruzione è stata trasformata in fortezza in età islamica.
Il pomeriggio viene dedicato interamente all’espletamento delle pratiche burocratiche che ci consentono di occupare le nostre cabine all’interno della nave Carthage. La sera consumiamo controvoglia la nostra ultima cena. Prima di coricarci ci scambiamo indirizzi e recapiti telefonici. Questo viaggio ci ha riempito di gioia e ci ha fatto conoscere qualcosa in più anche di noi stessi…

29 aprile 2006

Il giorno più brutto. Sbarchiamo in Italia, gli ultimi abbracci, gli addio, no gli ARRIVEDERCI…. alla prossima avventura….

Nico.

Partecipanti:
Assalve Francesco; Aprilia Pegaso Trail 650
Dotta Pier Angelo; Aprilia Caponord 1000
Vanni Maurizio; Aprilia Pegaso Trail 650
Luzietti Luigi; Aprilia Scarabeo 250
Bredy Claudio; Aprilia Pegaso Trail 650
Katsanevays Charilaos; Aprilia Caponord 1000

Staff:
Bettini Mirco; (capogruppo) Aprilia Pegaso Strada 650
Della Casa Dr. Domenico; (Medico) Aprilia Caponord 1000 RR
Roberto Gabriele;(fotografo) Dayli Iveco

 
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