Bobo, La mia Patagonia


26 dicembre 2010 13 gennaio 2011
Racconto di Nicola Marigo, tratto dal sito www.gsriders.org

Paese: Chile e Argentina Tipologia: moto Entro e Fuoristrada KM totali 5.600 KM fuoristrada 2.400

Tutto e’ iniziato tanto tempo fa’ con le mie battute scherzose verso Mirco per organizzare un raid in Sudamerica con meta finale la fin de mundo, visto che per problemi fisici non l’avevo potuto fare l’anno precedente. La cosa ha pian piano preso forma e dalle parole si e’ passato ai fatti, AzzurroroRosa ce l’aveva fatta!! il numero di soci pronti a partire era stato raggiunto ora si passava alla fase operativa del raid con spedizione delle moto, avvenuta in una calda mattina di novembre dal porto di Livorno. ....... …….e finita in una fresca mattina d’estate  australe nel porto di Ushuaia.

Ma in mezzo a questo c’e’ tantissimo altro, Km e Km, molti di sterrato macinati ogni giorno,sudore, polvere, freddo, umidità, vento,fango, ponti di legno, sassaie, ghiaia, tole ondulee,sabbia,laghi salati e il grande protagonista del viaggio il RIPIO!!! Tutto comunque superato, anche se con qualche difficoltà, grazie anche all'esperienza del gruppo in fuoristrada, che con Mirco vantava diversi raid in Africa...non e' stato il classico giro per le rute Argentine con qualche tratto sterrato ma un continuo zigzagare tra i due paesi per strade minori aperte pochi mesi all'anno alcune anche a carattere esplorativo....un raid vero!!!!!


I PONTI DI LEGNO...vi assicuro che con i tasselli e sotto la pioggia non sono da sottovalutare!!!



Il ritrovo di tutti i partecipanti e’ fissato a Madrid e lì ci troviamo nel tardo pomeriggio del 26 dicembre chi proveniente da Milano chi da Roma, già negli aeroporti di partenza abbiamo saputo del cambiamento di programma le moto non le troviamo a Valdivia ma a Santiago, vale a dire 1000 km. più a nord, bene un volo in meno e km in più da fare in moto,arriviamo a S.Antonio (lo sbocco portuale di Santiago) nel pomeriggio del 27, Santiago del Cile ci accoglie con 29°C ma man mano che nel trasferimento ci avviciniamo al mare la temperatura scende e questo sarà una costante per tutto il viaggio bruschi cambiamenti termici. Il pomeriggio trascorre a gironzolare per la cittadina entrando in contatto con la realtà Sudamericana. L’indomani lo occupiamo tutto allo sdoganamento delle moto, dogana, spedizioniere, dogana e cosi via fino a sera quando finalmente rientriamo in possesso delle nostre moto, decidiamo per un breve spostamento di 80 km per trovarci pronti all’indomani sulla via del sud ci aspetta un tappone di bitume da 1000 km per riuscire ad attaccarci al programma originale, destinazione Valdivia.

 

Il giorno seguente si riparte di buon mattino, il primo contatto con lo sterrato sulla via verso Los Lagos, ancora asfalto e poi sterrato anche con passaggi complicati per noi e per il furgone verso il primo confine Cile-Arg. che raggiungeremo su di uno stupendo tragitto a 1170 m. di altitudine sotto la pioggia,in 80 km non abbiamo incrociato nessuno tranne due ciclisti in mountain bike, arriveremo in tarda serata a destinazione: San Martin de Los Andes! Altra cittadina stupenda frequentata da turismo internazionale dedito al rafting canoa trekking e sport alpini-fluviali in genere.

...verso il confine



Capodanno in moto con più di 25°C e’ il massimo, partiamo in 4 per la variante off di 300 km, gli altri per asfalto ci ritroveremo la sera ad Esquel. Primo assaggio di ruta 40!!
Da Esquel il giorno seguente e'gia' ora di ritornare in Cile attraverso il passo Futaleufu, da dove vedremo frequentemente il Rio Fut paradiso del rafting.

La mattina ci risvegliamo in questo splendido lago avvolti nella nebbia che corre tra le montagne, e' presto sono le sei e ci aspetta un altro tappone di circa 600 km dei quali 350 in off, siamo a P.to Payuguapi la particolarità dell'omonimo popolo e' la bassa statura e....... le loro basse casette in legno, queste alzatacce ed arrivi ad ore tarde ci sono consentite dalla luce.....a questa latitudine alle 4 albeggia e c'e' luce fino alle 10 di sera....naturalmente più scendiamo più aumentano le ore di luce. Si prosegue per la carretera Austral...sembra di essere in mezzo ad una foresta tropicale, e' tutta da guidare con scollinamenti sino ad 1000m stretti tornanti e forti ascensioni...bel risveglio!!!!


Arrivati a Villa Cerro Castillo abbiamo anche percorso gli unici 20 km. Asfaltati della RN7, ma ridiventa subito sterrata e da qui’ (secondo il mio punto di vista) sino a Puerto Guadal inizia una tra le più belle strade che abbia mai percorso, tutta con saliscendi e curve oltre le quali si cambia panorama-scenario.
Si inizia con l'incontro di una mandria un po'..... ribelle!! Il gaucho fischiava ma le vacche
andavano dove volevano.



Siamo al 4 gennaio, oggi ci aspettano altri 300 km. tappa tutta sterrata!!! Passiamo per la terza volta il confine e torniamo in Argentina, passeremo attraverso il paso Raballos a 1300 m di altitudine correndo su di uno stupendo altipiano!



E poi via sempre in direzione sud verso Lago Posadas....cambia completamente il paesaggio che mi ricorda l'Arizona e il nord-Africa.



I gestori della Posada dove alloggiamo sono di origini italiane, oltre all’hotel hanno il super mercatino,il ristorante…..praticamente sono padroni del paese!!!
A nanna presto anche stasera domani sono altri 600 km. Dei quali la maggior parte in sterrato!!
Ci porteranno ad El Calafate dove sosteremo due giorni. Ritorniamo anche sulla Ruta 40 per parecchi km....anche qui sta avanzando inesorabile l'asfalto, ancora chiusi i tratti asfaltati con deviazioni ancora sterrate.



........................Siamo al giorno di riposo a El Calafate da me sopranominata per comodità El Cafalate, e' la Riccione della Patagonia con tanto di viale Ceccarini con ristoranti bar e negozi di souvenir dove tutto e' marchiato "Patagonia". Per le vie si sente parlare spesso italiano e ci sono in giro parecchi motociclisti specialmente brasiliani la maggior parte Bmwizzati, personalmente preferivo la solitudine della sera precedente al lago Posada. Comunque da qui' partono tutte le escursioni per il trekking sui ghiacciai e sul Perito Moreno. Le prime ore della mattinata sono occupate per la messa a punto delle moto e per alcuni per il cambio gomme. Quasi tutti optano per lasciare la moto ferma per un giorno e visitare il Perito Moreno con il pullman e barca, io sinceramente non me la sento di lasciar ferma la moto e allora VIA!! Insieme a Michele decidiamo di raggiungere il ghiacciaio in moto circa 80 km all'andata e il ritorno in off esplorativo su di una strada indicataci dall'oste.
Non abbiamo avuto la fortuna di vederlo per pochi metri....ma vi assicuro che il rumore del ghiaccio che cade in acqua e' di una forza indescrivibile!!

Ma e' già venerdì 7 gennaio e si riparte direzione Torres del Paine si fa' la quarta dogana a Cerro Castillo, brutta sorpresa appena 20 km dopo la partenza da Cafelate, pioggia raffiche di vento e la temperatura precipita a 4°C più di 20 gradi di sbalzo termico, mani ghiacciate e antipioggia nell'off.....che palle!! Fortunatamente la pioggia lascia il passo al vento e' sempre freddo ma almeno ci asciughiamo!!

domani altra bella tappa di 700 km per me ed altri due....giornata importante...si lascia il continente e si entra nella Terra del Fuego.......



.....................Bene! Diario di bordo:sabato 8 gennaio, lasciamo questo paradiso di Torres del Paine, direzione sempre a sud la fine del continente sudamericano si avvicina, anzi oggi lo lasceremo!! La colazione la digeriamo come tante di queste mattine in piedi sulle pedane!! Bel sterratone sinuoso ormai si corre a velocità impensabili sino a dieci gg fa'. Come sempre ci si organizza per la benzina, non e' sempre facile trovarne per 200-300 km, i primi ad entrare in crisi sono ovviamente gli HP2 seguiti a ruota dal KTM 990 adv che ha più litri di capienza ma beve come una tr...a!!
Tutti mi vogliono bene ho sempre benzina per tutti con la mia petroliera!!!



Alla fine dello sterrato arriviamo a Puerto Natales e si prosegue per la RN9 verso Gobernador Philipi..
Dopo aver riempito i serbatoi e riscaldati con the e wafer si deve decidere per il percorso c’e’ la possibilità di visitare una pinguinara ma bisogna allungare la strada di 150 km dei quali 70 sterrati, e’ un po’ tardi ma in tre decidiamo di proseguire verso i pinguini e il resto del gruppo verso l’imbarco del traghetto, l’alternativa per vedere i pinguini a un metro e’ prendere la barca in un’escursione a Ushuaia!!! Col senno di poi, ottima scelta sia per i pinguini che per lo sterrato che porta alla spiaggia dove ci diamo di brutto con il gas!!!



Non e’ senza un certo pensiero che ci si alza stamattina per partire e’ l’ultimo giorno di guida….stassera saremo ad Ushuaia, la meta finale...... la fine del mondo. Torneremo oggi in Argentina e lasceremo il Cile per l’ultima volta. Entrati nella terra del fuoco Argentina prenderemo un’altra mitica ruta la...3.
Ma bando alle nostalgie si parte alla grande su di un favoloso sterrato che costeggia il mare,si alternano al caratteristico profumo salmastro, ondate di lavanda e di pino, paesagisticamente anche questa e’ una delle più belle strade percorse, che dopo 170 km. ci conduce alla frontiera argentina di S.Sebastian. D’ora in poi solo asfalto sino all’arrivo ad Ushuaia.

La strada che porta verso l'ultima frontiera da fare in questo viaggio....la y71 da Porvenir a S:Sebastian corre a fianco del mare 



La frontiera Argentina a S.Sebastian si entra nella Terra del fuoco argentina e dopo qualche decina di km. ci immettiamo nella Ruta 3, lo sterrato per questo viaggio e' finito.....non per tutti!!!
Sulla Ruta 3 anche un passo prima dell'arrivo ad Ushuaia.....ci mancava qualche tornante!!!!!



E dopo l'ultima curva si apre il panorama della baia di ushuaia....siamo arrivati!!!!



Nel punto più a sud del mondo ti rendi conto quanto e' piccolo....il mondo! Conosciamo questo ragazzo brasiliano che con il suo Yamaha 250 ha girato in vari anni tutto il Sudamerica, parla portoghese e....dialetto Vicentino!! Da due generazioni vivono in brasile e parlano ancora dialetto veneto....i suoi parenti vivono a 10 km da casa mia, il suo motoclub in Brasile si chiama "Semo Persi"



BENE!! Io sono arrivato alla FINE ..........del mondo ed anche dell'avventura......tutto finisce proprio come era iniziato un porto e un cassone di ferro!!


Nicola (Bobo)

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