La Romania, enduro & School di Demetrio


23 - 27 agosto 2015
Il racconto di Demetrio. Mah…io avevo capito che si andava in Transilvania per goderci qualche tracciato off ma non che…

…TUTTA la Transilvania fosse uno sconfinato, illimitato, tecnico, senza restrizioni CAMPO DA ENDURO!!!
Incredibile! Decine e decine di km in off senza incontrare se non qualche paesino agricolo che ci aspettava in fondo a qualche vallata o dietro un fitto bosco, alla fine di una discesa ”strappacore” o subito dopo un guado.
Il territorio percorribile è talmente vasto che ci vuole una conoscenza seria del terreno e devo dire che ci siamo trovati molto bene con la guida locale Ciprian (Cip…ma subito ribattezzato Cipster, Cip&Ciop, Ciprì, etc.) gradevole anche come persona.
Le moto a disposizione semplicemente fantastiche, il meglio della produzione Beta per questo impiego: potenti con un tiro incredibile ma nello stesso tempo intuitive e gestibili anche da un neofita come me…forse pure troppo…oddio…magari con la 300 2T è meglio portarsi dietro il porto d’armi, casomai lo richiedesse la guardia forestale!
L’organizzazione della Transilvania ADV ha supportato validamente ed è stata completata dalla supervisione “in tour” di Mirco di Azzurrorosa.
Questo insieme di cose ci ha permesso di godere appieno i tre gg di scorribande enduro con gran divertimento immersi nella cornice naturale rumena, impreziositi dalla residenza nella bella cittadina di Sighisoara che ha abbellito e spruzzato di cultura il nostro soggiorno perché, come disse il sommo poeta: “fatti non foste per viver come enduristi”!
Se poi aggiungiamo pure il bel tempo che abbiamo trovato, le ottime birre, la buona compagnia e le magnate “draculiane” possiamo affermare che: “abbiamo fatto schifo!!!”.
Buona compagnia formata da “sei pilotoni sei” coi controfiocchi…oddio…sei… beh, almeno due erano di sicuro sopra le righe: l’Hander Senz’acca (è solo “estetica” e non si pronuncia) che il non avere l’H non gli ha impedito manovre al limite e anche il Paolo “Radler” (ma quante se n’è bevute??!) che ha aggiunto alla bravura anche un’eleganza nell’equipaggiamento tanto che mi sono chiesto se avesse anche un completino da fango oppure uno da sera, col farfallino, visto che in patria pratica anche uscite notturne.
Seguivano a fiato più o meno corto il Marco da Forlì, scuro di pelo e con la barba incolta tanto che assomigliava più lui al lupo transilvanico che quello stampigliato nella maglietta; e non solo d’aspetto: avendo lasciato la consorte in stato interessante stava pure piuttosto “allupato”! tanto che lo scrivente, ribattezzato da lui “la ballerina del Bolshoi” per il dimenare le anche in chiusura curva o derapata (sculettate), ha dovuto cambiare tecnica per non incorrere in agguati nel fitto dei boschi.
E se il gruppo si disgregava in mezzo alla macchia per la localizzazione il Dario ricorreva ad una tecnologia migliore dell’ARVA e cioè alla trasmissione in alta frequenza di “moccolone” irripetibile, tanto che si beccava il soprannome di RADIOMARIA, come la stazione che ricevi da tutte le parti anche se trasmette tutt’altro genere di litanie…
Un saluto pure a Luca che purtroppo ci ha seguito solo il primo giorno a causa di un contrattempo, a lui e agli altri l’augurio di rivederci in altre fantastiche avventure.
Insomma anche stavolta con Azzurrorosa mi sono divertito anche se per un romano “fancazzista doc” come me significa faticare un po’ troppo, pertanto lancio di nuovo l’urlo di battaglia: “RIPORTATEME A LAVORA’!!!!”.

 

Demius